Covid, la curva dei contagi si impenna: rischio quarta ondata altissimo

Stando agli ultimi dati analizzati dall’associazione Gimbe mostrano una situazione davvero al limite; il rischio di una nuova ondata è concreto.

Emergenza Covid
Emergenza Covid [Fonte GettyImages]
Sale di nuovo la preoccupazione in merito alla curva dei contagi, in questi giorni in rapida ascesa; secondo i dati rilasciati dall’associazione Gimbe – che monitora la situazione fin dall’inizio – l’indice è salito in maniera esponenziale e la mappa dei contagi di queste ore appare alquanto allarmante.

C’è, inoltre, da considerare che il numero di prime dosi inoculate nelle ultime settimane, invece, continua a diminuire in modo altrettanto incontrollato; sebbene, infatti, ciò è dovuto al boom che si è registrato all’inizio dell’estate, il numero di non vaccinati è ancora molto alto. Una situazione, quindi, che porta a considerare il pericolo di una quarta ondata nel paese.

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Covid, la situazione è di nuovo al limite

Covid-19
Covid-19 (Getty Images)

Pessime notizie sul fronte Covid; nelle ultime ore l’associazione Gimbe ha infatti registrato un indice dei contagi che si attesta attorno al +37,7%. Un numero preoccupante, che fa da base ad una situazione che in queste ore appare alquanto allarmante. Secondo la mappa dell’Ecdc – che suddivide le regioni per colore – solo tre al momento sarebbero da considerarsi verdi.

 

La maggior parte delle regioni, invece appare in arancione, mentre Calabria, Marche e Friuli addirittura hanno registrato un’impennata così importante da essere contrassegnate in rosso. Se a questo si aggiunge che la somministrazione delle prime dosi del vaccino ha subito una pesante battuta d’arresto, il pericolo quarta ondata inizia ad essere quasi concreto.

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Per far fronte alla complicata situazione, proprio in queste ore il ministro Roberto Speranza ha ribadito la necessità di partire con le terze dosi del vaccino. Stando alle sue ultime dichiarazioni, il richiamo inizierà a partire dal primo Dicembre per tutti gli over 40 e 60, sempre però a distanza di sei mesi dalla seconda dose.

E’ necessario accelerare il processo prima che arrivi il freddo vero e proprio, momento in cui il virus tornerà a colpire con più forza. Per allora la popolazione dovrà essere messa al sicuro, per poter scongiurare il pericolo di una quarta ondata, ad oggi piuttosto concreta.