“Ho detto no a Pavarotti”: Alex Britti, un racconto da non credere

Oggi Alex Britti è un po’ defilato, ma recentemente è tornato sul piccolo schermo per raccontare alcuni aspetti del proprio passato.

Alex Britti padre bipolare
Alex Britti – Fonte: Instagram

Alex Britti non ha abbandonato la sua carriera, ma è da un po’ di tempo che ha scelto di allontanarsi dai riflettori per vivere in maniera più naturale e genuina il proprio rapporto con la musica; con un percorso di oltre 30 anni alle spalle infatti, oggi non ha più voglia di scrivere tormentoni o seguire le esigenze di un’etichetta.

“Come Mina ho abbandonato un po’ le scene ma non in modo radicale. Ho scelto di non scrivere più tormentoni, mi vanno strette le etichette, non so più cosa suono. Ho anche detto di no a Pavarotti, mi vergognavo”, ha spiegato.

L’ultima sua fatica d’altronde non è musicale infatti, ma letteraria: il libro Strade, dove racconta il proprio vissuto personale e professionale. Ospite di Oggi è un altro giorno proprio per presentare il suo nuovo progetto, Alex Britti ha parlato con Serena Bortone di molti aspetti della propria vita, dal difficile rapporto con il padre agli inizi della sua passione per la musica.

LEGGI ANCHE >> Alba Parietti, arriva la sentenza finale: Selvaggia Lucarelli ammutolita

Gli inizi

Pur essendo diventato uno dei cantautori più amati del panorama musicale italiano, Alex Britti in realtà non ha mai davvero studiato musica. I primi rudimenti di chitarra li ha imparati grazie alla parrocchia e poi ha continuato da autodidatta: “Don Franco mi ha cambiato la vita. Davano lezioni di chitarra in parrocchia. Ricordo ancora la sensazione delle corde che vibrano. Io suono a orecchio. Ho sempre sentito un appagamento dalla chitarra, ma non mi sento bravo. Ancora oggi sono sempre alla ricerca del suono giusto”, ha spiegato.

LEGGI ANCHE >> “Mi sono fidata di loro”: racconto amaro di Levante, gossip ottenuto con l’inganno

La musica però è presto diventata tutta la sua vita e quando era ancora adolescente Alex, per inseguire i propri sogni e probabilmente anche per fuggire da una difficile situazione familiare, è andato a vivere da solo. “Sono andato a vivere da solo da adolescente perché era difficile spiegare che dovevo tornare tardi per suonare. I miei genitori erano un po’ titubanti. Papà soffriva di un disturbo bipolare, ma in famiglia si percepivano semplici sbalzi di umore. Per tutti il suo era solo un caratteraccio, ma era quasi normale. Passava dei momenti in cui era simpatico e carismatico e poi l’altra faccia della medaglia”, ha raccontato il cantante accenando anche alla malattia del padre.