“L’ho fatto per mia figlia”: Francesca Fioretti, Astori e quel dramma ancora vivo

Francesca Fioretti è pronta a condividere la sua storia in un libro: come è tornata a vivere grazie alla figlia Vittoria.

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Francesca Fioretti, Davide Astori e la figlia Vittoria – Fonte: Instagram

Francesca Fioretti è la modella compagna di Davide Astori, il calciatore della Fiorentina trovato morto nella sua stanza d’albergo a causa di un arresto cardiaco nel 2018. Lo sportivo se ne è andato lasciando la moglie e la figlia Vittoria, nata nel 2016.

Oggi, dopo tre anni, Francesca ha ricostruito la sua vita ed è pronta a raccontare la propria storia in un libro, Io sono più amore. Al riguardo, in una recente intervista per Vanity Fair ha dichiarato: “Scrivo questo libro per tre persone e due motivi: per Vittoria, per Davide, per me. Per non dimenticare mai nulla. Per vivere ancora”.

La Fioretti, se pur ancora immensamente innamorata del padre di sua figlia, è riuscita, dopo il lutto, a ritrovare l’amore. Lo scorso febbraio infatti i gossip hanno parlato della sua relazione con un altro calciatore, Aleksandar Kolarov. Ad aiutarla ad uscire dal profondo dolore provato è stata prima di tutto la consapevolezza di doverlo fare per la figlia Vittoria.

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Guarire per Vittoria

Il libro di Francesca parlerà anche del percorso di guarigione che ha dovuto affrontare dopo la morte dell’amore della sua vita. La modella si è anche ritrovata improvvisamente mamma single con una piccola di due anni orfana di padre che ha dovuto imparare a crescere da sola: “Alleviare il dolore di mia figlia è stata la priorità”, ha spiegato.

Francesca ha cercato di non destabilizzare ulteriormente la bambina mantenendo le sue abitudini e si è aggrappata a lei per riuscire a rimarginare le ferite: “L’ho portata nella stessa scuola fino alla fine dell’anno scolastico, volevo che continuasse a vivere con normalità nonostante la situazione. Non ho modificato le sue abitudini. Se fossi stata da sola forse sarei volata in India, chissà. Forse sarebbe stato più semplice, ma anche più dura, perché Vittoria è un motivo di vita. Il mio forte istinto materno mi ha resa più determinata a fare le cose bene per lei”.

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La Fioretti non ha nascosto di essersi affidata all’aiuto di una terapeuta per riuscire ad affontare il trauma e rendere la situazione meno difficile anche per la sua bambina: “Ho imparato a pensare prima a me che a mia figlia. L’ho fatto per lei. In terapia insegnano che se la mamma è felice anche il figlio potrà esserlo. All’inizio, quando al parco incontravo un papà con il figlio, temevo che Vittoria percepisse quell’assenza. La terapeuta mi ha spiegato che i bambini così piccoli non capiscono il dolore, siamo noi a rifletterlo su di loro e a condizionarli”.