Conte, Azzolina e non solo: cosa faranno da domani gli ex ministri

Sembra ormai scontato che a guidare il prossimo governo sarà Mario Draghi: cosa faranno Conte, Azzolina e gli altri ex ministri?

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Il governo Conte II al Senato (Getty Images)

La crisi di governo aperta venti giorni fa da Matteo Renzi sembra avviarsi ad una conclusione. Il mandato esplorativo concesso da Mattarella a Mario Draghi, ex governatore della Banca d’Italia, sembra infatti in grado di mettere insieme una maggioranza. I membri dell’attuale Consiglio dei Ministri quindi torneranno alle loro precedenti professioni, tra liberi professionisti e rappresentanti eletti.

C’è infatti chi rimarrà all’interno delle aule del Parlamento, come Lucia Azzolina e Alfonso Bonafede. Entrambi infatti erano membri della Camera dei Deputati prima della loro nomina a ministri. L’ex ministro della Giustizia è al secondo mandato consecutivo, mentre per Azzolina si tratta della prima esperienza parlamentare. Al di fuori dell’aula di Montecitorio entrambi hanno una professione avviata, Bonafede come avvocato e Azzolina come insegnante. Anche gli ex ministri Lorenzo Guerini (Difesa) e Roberto Gualtieri (Economia) potrebbero tornare sugli scranni del Parlamento.

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Cosa farà Conte dopo le dimissioni? Il rettore dell’Università di Firenze: “Accolto a braccia aperte”

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L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte (Getty Images)

Tra i membri del governo uscente che non avevano una carica parlamentare c’è un nome illustre: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Con la fine della sua esperienza di governo l’uomo, con ogni probabilità, abbandonerà almeno per un po’ la scena politica. Lo aspetta la sua carriera universitaria, messa in pausa per poter ricoprire la quarta carica dello Stato.

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Il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei ha già messo in chiaro che l’ateneo accoglierà a braccia aperte il suo ritorno come ordinario di diritto privato. Tecnicamente l’ex presidente del Consiglio potrebbe tornare a insegnare già con l’inizio del secondo semestre, ma bisogna tenere in considerazione i tempi tecnici per attivare un corso. Nel frattempo potrebbe dedicarsi alla carriera di ricerca, ai colloqui con gli studenti o – perché no – a godersi un po’ di relax dopo i due anni più intensi della sua vita.