Digestivo a fine pasto | Un bicchiere salva la vita? Assolutamente no: salute a serio rischio

Una abitudine molto diffusa, quella del digestivo a fine pranzo o cena. Massima allerta, però, per questo gesto: è pericoloso

Amaro e digestivo
Amaro e digestivo (Pexels)

Una delle tradizioni dei lunghi pasti, in famiglia o con gli amici, è quella del caffè e dell’ammazza caffè. Chiamato anche così, l’amaro è un immancabile fine pranzo o fine cena, capace di ripulire la bocca dai sapori del cibo e in grado di dare un segnale di stop al cervello in merito al pasto appena concluso.

Per molte persone, l’amaro è essenziale per iniziare il processo della digestione, soprattutto in occasione di pasti abbondanti e ricchi di condimenti. In realtà, ciò che si cela dietro al saporito bicchierino è tutt’altro: si tratta di un vero e proprio pericolo per la salute.

Amaro e digestivo a fine pranzo: massima attenzione

Bottiglie di amaro e digestivo
Bottiglie di amaro e digestivo (Pexels)

Il digestivo, solitamente alcolico, è una bevanda spesso a base di erbe che si consuma al termine di un pranzo abbondante o di una cena. All’interno dell’insieme dei digestivi ci sono i distillati e gli amari, bevande alcoliche che si differenziano molto a seconda della zona d’Italia in cui ci si trova. Nonostante molte persone pensino che abbiano poteri digestivi, però, in realtà sono veri e propri pericoli liquidi.

L’ammazza caffè, infatti, è solamente un potente irritante delle pareti gastriche, in grado di causare o peggiorare problemi come la gastrite, il mal di stomaco e la nausea. Questo, in realtà, è un rischio di tutti gli alcolici. L’amaro, inoltre, è ancora più rischioso da questo punto di vista a causa dell’elevata quantità di zuccheri che contiene. Il consumo di amari, e di alcol in generale, andrebbe drasticamente ridotto nella nostra dieta: il corpo, infatti, lo metabolizza come se fosse un farmaco. Di conseguenza, il suo effetto è sostanzialmente tossico nel lungo termine e può causare malattie epatiche e gastriche.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un uomo non dovrebbe consumare più di 2-3 unità alcoliche, mentre una donna non dovrebbe andare oltre 1 unità alcolica. L’unità alcolica è la quantità di alcol contenuto in un bicchiere piccolo di vino a media gradazione, in una lattina o bottiglia di birra da 33 ml o in una dose da bar di superalcolico, cioè 40 ml. I rischi sono infatti molteplici e, al di là delle malattie che possono insorgere, l’alcol è anche estremamente calorico: consumarlo apporta quindi calorie inutili, nonché in eccesso e vuote di sostanze nutritive.

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