Carlo Cracco, retroscena a sorpresa: “Dicevano che ero un lazzarone”

Il percorso di Carlo Cracco per diventare uno chef stellato è stato tutt’altro che semplice.

Carlo Cracco MasterChef
Carlo Cracco, 2017 – Fonte: Getty Images

In alcune persone le predisposizioni e i talenti sono ben evidenti sin dalla giovane età e questo è stato il caso di Carlo Cracco, il quale però non ha ricevuto particolare supporto dai propri genitori, soprattutto all’inizio.

Oggi Cracco è diventato uno chef di fama mondiale e grazie a MasterChef  nel 2012 ha cominciato a farsi conoscere anche come personaggio televisivo; per lui però non è stato facile arrivare ad alti livelli senza qualcuno che credeva in lui.

In una recente intervista per il Corriere della Sera infatti, lo chef ha raccontato il suo percorso e quanto sia stato complicato per lui inseguire il proprio sogno, affermarsi e diventare famoso.

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Una strada già scritta

Carlo Cracco MasterChef
Carlo Cracco, 2018 – Fonte: Getty Images

Fin da piccolo Carlo Cracco aveva ben chiaro quale sarebbe stato il suo mestiere e quando è diventato più grande ed è arrivato il momento di dare una direzione alla sua vita, ha scelto la propria strada senza dare ascolto a nessuno.“Ho subito scelto questa strada. I miei dicevano che pensavo solo a mangiare e bere. Dicevano: questo fa il lazzarone, finge di studiare, ma va a divertirsi”, ha spiegato lo chef.

Cracco effettivamente si divertiva molto in cucina, ma era qualcosa di più, si trattava di una vera e propria passione; così appena ha potuto si è iscritto ad una scuola prestigiosa, quella di Gualtiero Marchesi. “Fino al servizio militare sono rimasto a Vicenza, proibito uscire. Dopo il diploma avevo già le idee chiare, sono andato da Gualtiero Marchesi”, ha raccontato.

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Anche dopo aver trovato il proprio ambiente però, le cose non sono state semplici;  Cracco si è scontrato con la durezza di questo settore, entrando in contrasto con i vari chef, soprattutto per la passione che aveva per vino, cosa che non era ben vista dagli altri.

“Durante le lezioni mi maltrattavano, ma poi l’esame l’ho passato lo stesso, nel 1987, quando lavoravo da Gualtiero Marchesi. Mi dicevano che ero un cuoco e dovevo fare il cuoco e stop. Ma avevo, e ho ancora, una vera passione per il vino. I primi soldi che ho guadagnato li ho usati per comprare vino”, ha spiegato lo chef.

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