Vaccini Covid, scatta l’allarme: in pericolo l’immunità di gregge

Gli ultimi dati analizzati dalla comunità scientifica non sono incoraggianti e il raggiungimento dell’immunità di gregge è in pericolo.

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Vaccino AstraZeneca (GettyImages)

Sin dall’inizio della campagna vaccinale, l’obiettivo è stato quello di immunizzare tutti coloro che non presentano particolari controindicazioni al vaccino. Questo consentirebbe di abbassare il rischio di sintomi gravi e violenti per chi contrae il virus; tuttavia rappresenterebbe anche una protezione per chi, invece, il vaccino non può farlo per motivi medici.

Si è cercato, dunque, di procedere a passo spedito con la campagna e di mettere in sicurezza dapprima i soggetti più fragili – individuata nella fascia d’età dei più anziani – e poi di proteggere tutte le altre fasce d’età proprio per evitare che il virus possa colpire con violenza i soggetti. Fino all’inizio dell’estate dal Governo e dal Generale Figliuolo arrivavano parole piuttosto rassicuranti in merito, ma le ultime evidenze scientifiche hanno di nuovo fatto scattare l’allarme.

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Campagna vaccinale: a rischio l’immunità di gregge

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Una persona riceve il vaccino anti coronavirus (Getty Images)

Nelle ultime ore sono arrivati dati contrastanti dalla comunità scientifica e – benché non si possa ancora parlare di allarme grave – c’è già preoccupazione per i prossimi mesi. Si teme, infatti, che la tanto auspicata immunità di gregge possa diventare solo un sogno. Stando ai dati rilasciati dalla Fondazione Gimbe, si è infatti verificato fortunatamente un lieve calo nel numero di contagi settimanali; nonostante l’ottima notizia, però, è la campagna vaccinale ad essere a rischio. 

Il presidente dell’associazione, Nino Cartabellotta, fa infatti sapere che – nonostante la fornitura dei vaccini abbia al momento raggiunto dei numeri ottimali – quello dei vaccinati invece è in stallo. “Per la prima volta da giugno diminuiscono i casi settimanali, ma da quasi un mese il numero di prime dosi è stabile attorno a 720mila, segno della difficoltà di convincere gli indecisi” precisa il presidente.

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La campagna vaccinale, infatti, era partita più che bene perché i cittadini sicuri di volersi sottoporre al trattamento, si sono subito prenotati in massa. Da quel momento però, la situazione ha lentamente iniziato a peggiorare; ad oggi, infatti, la maggior parte dei non vaccinati è rappresentata da no-vax e indecisi. 

Molto spesso, infatti, soprattutto sui social, gli utenti hanno manifestato la volontà di rimandare la scelta, cercando di capire se fosse possibile raggiungere l’immunità di gregge anche senza di loro. Ad oggi, però, è necessario che la soglia degli indecisi sia definitivamente eliminata; secondo il presidente Cartabellotta, è infatti necessario rivedere la strategia, anche prendendo in considerazione l’istituzione dell’obbligo vaccinale.