Terza dose del vaccino anti-Covid: si inizia a settembre, ecco chi la otterrà subito

Mentre si cerca di capire come procedere con l’immunizzazione, il governo è al lavoro per capire come muoversi con la terza dose del vaccino anti-covid.

Astrazeneca Johnson&Johnson
Vaccino Astrazeneca (Getty Images)

Il governo è alle prese con i numeri che riguardano i cittadini che ancora non si sono sottoposti al vaccino anti-covid. Tuttavia la preoccupazione, in queste ore, va anche alla terza dose, anche inizia a figurarsi come necessaria per la campagna d’immunizzazione.

Secondo le ultime evidenze scientifiche, infatti, a distanza di circa sei mesi, l’efficacia del vaccino inizia a decadere; è dunque necessario quello che è stato definito un boost per riattivare la risposta degli anticorpi. Fondamentale, quindi, sarà cercare di capire quali saranno le categorie che per prime dovranno sottoporsi al terzo richiamo.

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Vaccino: il possibile calendario della terza dose

Vaccini Italia
Somministrazione del vaccino (GettyImages)

Prima di qualsiasi via libera, e conseguente prenotazione, sarà necessario che l’EMA si pronunci sulla tanto discussa terza dose del vaccino; per il governo, tuttavia, è praticamente certo e si è già al lavoro per capire come procedere con il calendario. 

La data ipotizzata, infatti, coincide con questo periodo – in cui tuttavia si cerca anche di capire come vaccinare gli oltre 3 milioni di over 50 che ancora non si sono sottoposti alla prima dose. Difficile, dunque, pronunciarsi sull’inizio della campagna per la terza dose, ma è certo che – sempre dopo il via libera dell’EMA – si dovranno stringere i tempi.

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Per il nuovo richiamo, tuttavia, il Ministro Speranza ha già ribadito la necessità di muoversi in maniera totalmente diversa rispetto lo scorso anno. Presumibilmente, infatti, a Settembre si dovrebbe iniziare con i soggetti più fragili – in particolare pazienti oncologici e immunodepressi. La cifra dei pazienti dovrebbe attestarsi attorno al mezzo milione di persone.

Subito dopo sarà il turno degli over 80 e dei pazienti delle RSA – più di 4 milioni di soggetti. Il via libera sarà poi per il personale medico sanitario e, solo dopo, il resto della popolazione, fermo restando che anche questa volta si seguirà il criterio anagrafico.