“Arrivai in barella”: Carlo Conti, uno sfortunato incidente

Carlo Conti è riuscito a prendere la maturità per un soffio. Ecco tutta la storia.

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Carlo Conti – Fonte: Instagram

Che Carlo Conti da ragazzino fosse una peste si intuisce dal volto furbetto che ha ancora oggi, nonostante i suoi 60 anni. La sua infanzia e adolescenza però non sono stati certo un periodo semplice, dal momento che il conduttore è cresciuto senza suo padre.

Conti infatti, ha perso il papà quando aveva poco più di un anno e sua madre, rimasta sola, ha dovuto rimboccarsi le maniche per crescerlo: “Mio babbo lo persi che avevo soltanto 18 mesi e purtroppo di lui non ricordo nulla. Sono cresciuto soltanto con mia madre, che quindi mi ha saputo fare anche da papà. Non aveva un soldo perché spese tutto in inutili cure sperimentali per mio padre”, ha racccontato in un’intervista.

Nonostante tutte le difficoltà Carlo Conti è diventato un uomo di successo e ha ripagato sua madre di tutti i sacrifici fatti, ma quando era ragazzo rischiò addirittura di non prendere nemmeno la maturità. Non fu totalmente colpa sua, ma una sfortunata circostanza avrebbe potuto obbligarlo a ripetere l’anno.

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La maturità

Carlo Conti frequentava un istituto di ragioneria e non era affatto un pessimo studente, anche se il suo impegno nella scuola era minimo. “L’Istituto era una ragioneria con indirizzo mercantile. Andavo abbastanza bene soprattutto perché stavo attento in classe che è secondo me il 50% del successo scolastico”, ha spiegato il conduttore a Il Corriere della Sera.

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Tuttavia, anche se aveva un buon andamento scolastico, Conti rischiò di non diplomarsi mai. Ebbe infatti un incidente insieme alla sua fidanzatina del tempo e riportò una frattura che lo costrinse ad andare in ospedale. Riuscì però ad arrivare in tempo per gli esami di maturità in un modo davvero poco convenzionale: “Mi venne addosso la mia fidanzatina di allora con il motorino, è stata l’unica ragazza bionda che ho avuto. Arrivai alla maturità in barella e in ambulanza perché mi ero rotto una gamba pochi giorni prima; la tibia e il perone. La maturità fu fortunata anche per quello. Li mossi a compassione e fui promosso con 60/60”.