Simone Cristicchi, non solo Sanremo: il suo primo talento sbocciato nel dramma

Oltre ad essere un cantautore, Simone Cristicchi ha un altro talento che ha scoperto durante l’infanzia in seguito a un evento molto doloroso. 

Simone Cristicchi talento
Simone Cristicchi – Fonte: Instagram

Era il 2007 quando Simone Cristicchi vinse il Festival di Sanremo con il suo brano Ti regalerò una rosa; aveva alle spalle già diversi singoli, un album e un tormentone, Vorrei cantare come Biagio. La sua carriera dopo quel momento ha avuto un’impennata per poi subire un rallentamento; il suo ultimo disco risale al 2013 e nel 2019 è tornato a Sanremo con Abbi cura di me.

In questi ultimi anni Cristicchi si è dedicato al teatro e alla scrittura e recentemente è stato ospite di Verissimo per presentare la sua ultima opera, Happy next – alla ricerca della felicità. Nel salotto di Silvia Toffanin però, ha anche parlato di un episodio molto difficile della sua vita che aveva raccontato anche in passato: la morte del padre.

LEGGI ANCHE >> “L’amore è amore”: Francesco Venditti e la confessione di sua figlia, lui aveva già capito

Il dolore più grande

Simone Cristicchi è nato nel 1977 a Roma, secondo di tre figli di una normalissima famiglia. Ma quando era ancora molto piccolo, ad appena dieci anni, ha dovuto affrontare il primo dolore della sua vita e forse anche il più grande, la scomparsa del papà. Questo evento lo ha segnato nel profondo e ha cambiato il suo modo di essere, spingendolo a chiudersi in se stesso e a cercare rifugio nelle sue passioni: “All’improvviso mi sentivo diverso e mi autoemarginavo dagli altri. Da quel giorno ho chiuso la realtà fuori dalla mia stanza e ho passato anni a disegnare”.

LEGGI ANCHE >> Martina Colombari, il rapporto con Billy: una relazione davvero complicata

Cristicchi infatti, oltre alla passione per la musica, ha un grande talento che forse non tutti conoscono: sin dall’infanzia si è dedicato all’arte e al disegno, soprattutto di fumetti, tanto che quando aveva solo 16 anni gli fu offerto il primo contratto come disegnatore. “Sono andato a lezione di dolore molto presto. Se sono un artista lo devo a questo. Un foglio bianco e un astuccio di colori mi permisero di trasformare la rabbia e la sofferenza in creatività” ha spiegato il cantante che è riuscito a sfruttare la propria sofferenza e a trasformarla in qualcosa di bello.