Oggi è un cantautore di successo, ma Ermal Meta ha avuto un’infanzia difficile come si intuisce anche dai testi delle sue canzoni. Lui però non ha mai smesso di lottare per la musica, appoggiato soprattutto da sua madre.

Ermal Meta è come sempre uno degli artisti più attesi sul palco di Sanremo. Da quando nel 2015 è arrivato al Festival tra le nuove proposte con il brano Odio le Favole, la sua carriera è inarrestabile e come ricorderete, nel 2018 ha vinto insieme a Fabrizio Moro con la canzone Non mi avete fatto niente. Ermal ha alle spalle una fortunata carriera da autore, prima di diventare lui stesso cantante e quest’anno parteciperà a Sanremo con il brano Un milione di cose da dirti. Si tratta di una “semplice canzone d’amore” come ha dichiarato il cantante che quest’anno salirà sul palco con uno spirito del tutto diverso rispetto all’ultima volta: non c’è nessuna voglia di vincere, ma solo di esibirsi e far ascoltare il proprio brano. Ermal Meta d’altronde è un’artista interessante anche per il suo passato, che ha più volte lasciato intravedere nei testi delle proprie canzoni. Scopriamo qualcosa di più sulla vita del cantante.
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Il supporto della madre

Ermal Meta è nato nel 1981 a Fier, in Albania, ed ha sempre saputo che la musica sarebbe stata la sua vita. Quando ha sei anni inizia a studiare pianoforte, ma smette poco dopo a causa dell’eccessiva severità delle scuole di musica nel suo paese; riprenderà a 17 anni, in Italia, dedicandosi poi anche alla chitarra. D’altronde Ermal ha sempre avuto il talento nel sangue, ereditato dalla madre violinista che lo ha costantemente appoggiato nella sua passione nonostante le difficoltà economiche. Il cantante ha raccontato a questo proposito, un episodio significativo della propria gioventù nei salotti di Verissimo: “Volevo tantissimo una tastiera, ma non potevo comprarmela. Un giorno arrivai in camera e trovai la tastiera. Mi sentii malissimo perchè sapevo che mia mamma non poteva permettersela. Tempo dopo l’ho venduta e ho restituito i soldi a mia madre.”
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L’infanzia difficile
Nel frattempo l’infanzia di Ermal Meta è stata segnata dal rapporto complicato con il padre, un genitore assente e una persona violenta; in alcuni brani il cantante ha parlato di questa relazione conflittuale, come nelle canzoni Vietato morire e Lettera a mio padre. Ne è emersa una figura tossica, che il cantante stesso ha definito come “una bestia”, un uomo avvezzo alle violenze domestiche, che picchiava sua madre. Ermal ha dovuto crescere in fretta e nonostante la giovane età ha tentato di difendere sua mamma.
La donna però, ad un certo punto, ha deciso di uscire da questa situazione e insieme ai figli, quando Ermal aveva solo 13 anni, si è trasferita in Italia, a Lecce. Nonostante la fine dell’incubo gli eventi hanno segnato profondamente il cantante che rivede il suo dolore in ogni momento della vita. Infatti, dopo la vittoria a Sanremo con il brano Non mi avete fatto niente, in alcune interviste, Ermal ha dichiarato: “Quando per la prima volta ho cantato il ritornello volevo dire “Bastardo, non mi hai fatto niente”, pensavo alla mia infanzia.”





