Nuovo piano vaccini, cosa vuol fare Draghi per dare un’accelerata

Nuovo piano vaccini, cosa vuol fare Draghi per dare un’accelerata e quali sono gli obiettivi da raggiungere.  

nuovo piano vaccini, cosa vuol fare Draghi
Il presidente del Consiglio Mario Draghi (Getty Images)

La somministrazione è troppo lenta e Draghi sta pensando ad una serie di contromisure per dare un’accelerata al piano vaccini.

Al momento in Italia si procede al ritmo di 120.ooo somministrazioni giornaliere. L’obiettivo del nuovo governo è quello di raggiungere quota 600.000 a partire dal mese di aprile.

In questo modo si ridurrebbe l’impatto della pandemia, non solo sulle strutture ospedaliere ma sull’intero sistema paese, superando di fatto la situazione d’emergenza che sta mettendo a dura prova l’Italia da nord a sud.

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Nuovo piano vaccini, Draghi punta sull’unica dose e sul vaccino Johnson & Johnson

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Mario Draghi – GettyImages

Il primo obiettivo del piano vaccini del governo Draghi è l’aumento immediato delle dosi giornaliere a 200.000, in modo da superare i recenti ritardi e i tagli alle forniture. Tagli sui quali il nuovo Presidente del Consiglio ha chiesto conto direttamente a Ursula von der  Layen nel corso dell’ultimo Consiglio Europeo definendoli “inaccettabili”.

Il nuovo piano per l’Italia punterebbe innanzitutto a depotenziare la figura del commissario straordinario. Sarebbe da leggere in questo senso la sostituzione avvenuta ieri di Domenico Arcuri con il Generale Figliuolo. Il nuovo commissario dovrebbe occuparsi solo delle forniture dei sieri, mentre la gestione della distribuzione dovrebbe passare nelle mani di Fabrizio Curcio, tornato al vertice della Protezione Civile, e del nuovo sottosegretario Franco Gabrielli, a cui potrebbe esser assegnata una delega speciale alla pandemia.

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La buona partenza dell’Italia nella somministrazione dei vaccini anti-Covid ha subito un rallentamento per i ritardi delle consegne da parte della case farmaceutiche. Ma tra aprile e giugno si calcola che nel nostro Paese arriveranno 64 milioni di dosi, tra cui 9 milioni monodose di Johnson&Johnson.

Senza intoppi, l’Ema dovrebbe approvare l’utilizzo nell’UE del vaccino Johnson & Johnson il giorno 11 marzo, che in Italia verrebbe impiegato per immunizzare i medici di base, essendo appunto monodose e non necessitando di temperature bassissime per la conservazione.

Avendo quattro vaccini a disposizione, Draghi vuole raggiungere la quota di 600.000 somministrazioni giornaliere a partire da aprile, passando attraverso un aumento graduale che dovrebbe iniziare a marzo, mese in cui vorrebbe passare da 120.000 a 200.000.

L’accelerazione più consistente potrebbe arrivare con la scelta della somministrazione unica, non solo per il monodose Johnson & Johnson ma anche per gli altri vaccini, spostando nel tempo il richiamo.

Il presidente del Consiglio vuole avvalersi dell’aiuto di Protezione Civile, Esercito e medici di base per mettere a punto una macchina organizzativa perfettamente funzionante. Ma la velocizzazione pensata da Draghi potrebbe scontrarsi con il ritardo nelle forniture delle case farmaceutiche. Problema a cui si potrebbe ovviare con l’opzione Sputnik, vaccino russo già in uso a San Marino e in alcuni paesi dell’Unione Europea.