Cartelle esattoriali, Mattarella firma la proroga: cosa succede adesso

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto di proroga delle cartelle esattoriali: cosa succede adesso?

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Getty Images)

Nelle scorse settimane aveva cominciato a circolare la notizia secondo cui l’Agenzia delle Entrate avrebbe spedito a breve oltre 30 milioni di cartelle esattoriali. Questo aveva fatto andare nel panico moltissimi cittadini, spingendo la politica a muoversi verso una proroga della “pace fiscale” per contrastare la pandemia. Oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto che proroga la partenza delle cartelle esattoriali fino al prossimo 28 febbraio.

Lo riferiscono fonti Ansa, che sostengono che la firma sia arrivata pochi minuti fa. La decisione di inserire una mini-proroga nel DL Milleproroghe arriva dopo un pressing interno al governo da parte di alcuni ministri. Tra questi il titolare del dicastero dell’Economia, Roberto Gualtieri, che ha annunciato anche che il suo ministero sta studiando nuove misure di sostegno per evitare conseguenze drastiche.

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Proroga delle cartelle esattoriali, Gualtieri: “Allo studio nuove misure”

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Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri (Getty Images)

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha annunciato nuove misure legate alla proroga delle cartelle esattoriali, oggi rimandate fino al 28 febbraio. Gualtieri infatti ha dichiarato che il suo ministero, di concerto con l’Agenzia delle Entrate, sta lavorando per mitigare le sanzioni per chi ha subito danni economici ingenti durante la pandemia. Uno degli strumenti di più facile applicazione potrebbe essere la riduzione delle cartelle esattoriali per chi ha visto calare il proprio fatturato.

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Nel frattempo a Roma si continua a parlare di rottamazione delle cartelle o dell’applicazione di un sistema di saldo e stralcio, per cui si paga solo l’importo originario senza more né sanzioni. Tutta la discussione però rischia di subire pesanti ritardi legati alla crisi di governo, che ormai da due settimane limita le discussioni. Bisognerà quindi aspettare l’esito delle consultazioni al Quirinale per avere una risposta su questi temi.