Suicidio Lucio Marrocco, medico della vaccinazione anticovid di Cosenza

Muore suicida Lucio Marrocco, il medico a capo della campagna di vaccinazione anticovid per l’Azienda Ospedaliera di Cosenza. Sconosciuti i motivi del gesto.

Suicidio Lucio Marocco
Fonte: Getty Images

Ieri sera il dottor Lucio Marrocco si è tolto la vita. Il medico aveva solo 56 anni ed era a capo dell’Unità operativa Complessa di Prevenzione e Protezione ambientale presso l’azienda ospedaliera di Cosenza.

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Il fatto

Marrocco si è gettato dal quinto piano del palazzo in cui viveva insieme alla famiglia, in Via Siniscalchi. In tarda serata, intorno alle 22il corpo è stato trovato senza vita sul marciapiede da un passante e subito si sono avvertite le autorità che sono accorse sul posto per i rilevamenti. Poco dopo, una volta appresa la notizia, anche molti colleghi medici sono giunti nel luogo, sconvolti dall’accaduto.

Il suo impegno contro il Covid

Suicidio Marrocco vaccinazione anticovid
Fonte: Getty Images

Lucio Marrocco era stato messo a capo lo scorso 28 dicembre della campagna vaccinale anticovid per il personale sanitario dell’Ospedale Annunziata di Cosenza. L’uomo era entusiasta del vaccino e in occasione del Vaccine Day aveva confermato la sua convinzione che esso fosse efficace al 95% e utile in misura alla quantità di persone vaccinate.

Era un professionista conosciuto e stimato nel suo ambiente e per promuovere il vaccino aveva anche spiegato ai giornalisti come stava procedendo la campagna di vaccinazione a Cosenza. Nelle ultime settimane si stava impegnando molto perchè la campagna procedesse velocemente e senza intoppi, dando il suo contributo per gestire al meglio l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia.

La famiglia

La famiglia del medico, che al momento del sucidio si trovava con lui in casa, è sconvolta dall’accaduto e incredula. Dalle prime ricerche sembra che Marrocco non avesse mai manifestato l’intento di togliersi la vita; le cause del suo gesto sono sconosciute anche ai familiari. Particolarmente provata la moglie, Simona Loizzo, che lavora presso la stessa struttura ospedaliera di Marocco.

 

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