Wikileaks, arriva la sentenza sull’estradizione di Julian Assange

Dopo settimane di attesa arriva finalmente la sentenza del Tribunale inglese sull’estradizione di Julian Assange, fondatore di Wikileaks.

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Il fondatore di Wikileaks Julian Assange (Getty Images)

La vicenda giudiziaria che ha coinvolto Julian Assange, il fondatore del celebre sito WikiLeaks, arriva ad un punto di svolta fondamentale. Oggi infatti i giudici britannici hanno pronunciato la sentenza che nega l’estradizione dell’uomo, cittadino australiano, verso gli Stati Uniti. Assange rischierebbe, in caso di estradizione, una condanna fino a 175 anni di carcere per 17 capi d’accusa di spionaggio e uno di abuso informatico.

La giudice Vanessa Baraister, nelle motivazioni della sentenza, ha sottolineato i rischi per la salute fisica e mentale di Assange. Secondo la giudice infatti il fondatore di Wikileaks sarebbe a rischio suicidio: soffre di depressione clinica, che potrebbe aggravarsi in regime di isolamento. Nella sentenza si legge anche che Assange avrebbe le capacità fisiche e mentali per aggirare ogni sistema di prevenzione del suicidio.

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Julian Assange, il governo USA annuncia il ricorso

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Il fondatore di Wikileaks Julian Assange (Getty Images)

La sentenza del tribunale britannico che ha negato l’estradizione verso gli USA a Julian Assange farà sicuramente discutere nelle prossime settimane. La giudice Vanessa Baraister, infatti, ha deciso che le condizioni di salute del fondatore di Wikileaks non rendono possibile il suo trasferimento. Gli avvocati che hanno rappresentato il governo degli USA hanno però già annunciato un ricorso contro la decisione dei magistrati.

La sentenza non ha accolto neanche le motivazioni degli avvocati difensori di Assange, che sostenevano la legittimità delle sue azioni perché protette dalla libertà di espressione. Secondo il giudice infatti i capi d’accusa, se fossero veri, non rientrerebbero nella nozione di libertà di stampa o d’espressione. Nessun giudizio di merito quindi, ma solo un’azione di tutela verso la vita e la salute dell’uomo più controverso del momento.

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