Ponte crollato Aulla: le ultime novità sull’inchiesta

Le ultime novità sull’inchiesta riguardante il ponte crollato ad aprile ad Aulla: per l’Anas la causa sarebbe una paleo-frana.

(screenshot video)

Sono 17 le persone indagate dalla procura di Massa Carrara in merito al crollo del ponte che collega l’abitato di Santo Stefano Magra con Albiano, nel territorio di Aulla. I fatti, come noto, avvennero la mattina dell’8 aprile 2020. Le immagini del ponte crollato in pieno lockdown da Coronavirus fecero il giro del mondo e a molti ricordarono un evento simile: il crollo del Ponte Morandi di Genova. Nella giornata di domani, intanto, arriva sul posto il segretario della Lega Matteo Salvini.

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Una paleo-frana come causa del ponte crollato ad Aulla

Il leader del centrodestra sarà accompagnato da altri esponenti del suo partito. Tra questi, il responsabile nazionale Infrastrutture della Lega Edoardo Rixi e il commissario della Lega della Spezia Stefania Pucciarelli. Sarà presente sul posto anche la candidata alla presidenza della Regione Toscana Susanna Ceccardi. Sulle possibili cause del crollo del ponte si è espressa l’Anas, nel corso di un’audizione al Senato. A parlare è stato l’amministratore delegato di Anas, Massimo Simonini, che ha parlato di una “paleo-frana” come causa del crollo.

Si tratta di un fenomeno, ha spiegato Simonini, che “non si realizza in un giorno ma in decenni”. L’ad Anas ha evidenziato inoltre che la società si occupava del ponte da circa un anno prima del crollo. Questo vuol dire che le responsabilità sarebbero minime, ove assenti. Simonini è entrato nello specifico parlando di un progressivo movimento di spinta sul lato Caprigliola del ponte. Questo è avvenuto dunque per decenni alla confluenza con la statale 62. Fino alla tragedia sfiorata di inizio aprile.

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