Assegno di Inclusione: perché a giugno rischi di non riceverlo e la colpa è tua

Chi percepisce l’Assegno di Inclusione (Adi), rischia di ricevere una brutta sorpresa a giugno. E la colpa non è dell’Inps.

Chi ha seguito le regole stringenti che riguardano l’Assegno di inclusione, può dormire sonni tranquilli. Chi, invece, non ha rispettato le normative – per negligenza o ignoranza in materia – rischia di perdere tutto.

donna pensierosa a letto
Assegno di Inclusione: perché a giugno rischi di non riceverlo e la colpa è tua – direttanews.com

L’assegno di inclusione nasce dalle ceneri del Reddito di cittadinanza e se vogliamo ha qualcosa in più rispetto al sostegno fortemente voluto dal Movimento 5 stelle. Se è vero, come purtroppo è stato verificato, che il vecchio Rdc era percepito anche da chi non ne aveva reale necessità, ora i controlli e i requisiti si sono fatti molto più stringenti. E non solo. Grazie alle politiche attive, al Sfl e alla piattaforma digitale, chi è idoneo al lavoro viene realmente accompagnato a trovare una nuova occupazione, esperimento invece fallito con i vecchi Navigator.

Ma una volta accolta la domanda per l’Adi, non bisogna fare l’errore che sia tutto finito e aspettare solo il 27 di ogni mese l’arrivo dell’accredito sulla carta. Basta una svista per fare saltare il banco. E poi si dovrà ricominciare dall’inizio, e non sempre le cose vanno come si spera. L’Assegno di inclusione è destinato ai nuclei familiari che abbiano almeno un componente disabile, oppure minorenne, che abbia 60 anni compiuti o che sia stato inserito in un programma di cura dai servizi socio sanitari. 

Assegno di Inclusione sospeso e la colpa potrebbe essere tua: ecco perché

Fin qui i beneficiari del sostegno mensile. Ma ci sono delle regole chiare ed inequivocabili che se ‘dimenticate’ possono davvero creare problemi seri all’interno di un contesto familiare già in oggettive difficoltà economiche. Meglio prevenire che curare.

uomo triste seduto con mano in faccia
Assegno di Inclusione sospeso e la colpa potrebbe essere tua: ecco perché – direttanews.com

L’Adi può essere sospeso o revocato in qualsiasi momento dall’Inps se vengono meno alcuni requisiti, anche in corso d’opera. Per esempio l’Isee non aggiornato. Se non si presenta nei tempi previsti, il sostegno può essere sospeso. Va detto che la sospensione non è per sempre ma occorre muoversi subito per riparare all’errore. Un altro motivo per il quale si può perdere il diritto a percepire l’Assegno di inclusione riguarda la mancata comunicazione di variazioni del nucleo familiare o dei redditi. E poi ancora, chi non partecipa agli interventi di politica attiva o non si presenta quando previsto ai servizi sociali territoriali, può perdere tutto da un giorno all’altro.

Non solo. Se non si comunica tempestivamente una variazione occupazionale, la domanda può essere sospesa. La differenza tra sospeso e revocato è sostanziale: sospeso vuol dire in attesa di essere rivisto, revocato è la fine vera e propria dell’Assegno. Viene revocato se si è assenti ingiustificati agli incontri previsti dagli assistenti sociali o se si superano le soglie di reddito previste. Infine, la mancata sottoscrizione del Patto di Inclusione o Patto di Servizio Personalizzato è causa di decadenza. Nulla è scontato quindi, meglio fare attenzione.

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