Mega-truffa sui fondi Anti-Covid | Intascati oltre 300 mila euro: anche mafiosi tra i percettori

Nel corso del 2020 decine di milioni di italiani hanno usufruito dei ristori Covid messi in campo dall’allora governo Conte e dal premier Draghi per dare un sostegno economico durante e dopo il lockdown. Ma c’è chi ne ha approfittato: l’inquietante truffa scoperta

Hanno rappresentato una boccata di ossigeno per decine di milioni di italiani bloccati in causa a causa dal lockdown imposto per far fronte al dilagare dei contagi Covid ma c’è chi ne ha approfittato, mettendo in campo una truffa che ha fruttato oltre 330mila euro. Stiamo parlando dei ristori, gli aiuti Covid stanziati dal governo Conte-bis nel 2020 e nel 2021, una cifra a fondo perduto erogata in maniera diretta a moltissimi cittadini e alle aziende, per evitare il collasso economico nei mesi di blocco totale del Paese.

guardia di finanza
Truffa, percepiti indebitamente oltre 300mila euro (Direttanews)

E anche dal Governo Draghi nel corso del 2022. Ma la Guardia di Finanza ha scoperto una maxi frode in Brianza, e la Procura di Monza è intervenuta sanzionando otto persone e denunciandone penalmente otto, tra le quali un noto imprenditore edile con precedenti ed un commerciante.

Sventata una maxi truffa sui ristori Covid, intascati molti soldi – I dettagli

Ad occuparsi delle indagini sono stati gli uomini del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Monza intercettando, nel corso del 2022, ben 15 persone che avrebbero indebitamente percepito somme di denaro erogate attraverso i decreti Rilancio, Ristori, Sostegni e Sostegni-bis. E dietro alla truffa ci sarebbe anche la mano della mafia: l’imprenditore edile con alle spalle una condanna definitiva per associazione di stampo mafioso avrebbe, ad esempio, ricevuto ristori per 4000 euro per la sua ditta di Giussano. Mentre il commerciante, destinatario di un’interdittiva antimafia della Prefettura, ne avrebbe ricevuti 70mila. Sono sei le denunce per truffa aggravata ed indebita percezione di contributi a fondo perduto per un totale di 254mila euro, oltre a due casi nei quali, allo scopo di andare a “truccare” i ricavi aziendali per ottenere più rimborsi, sarebbero state emesse fatture false per oltre 590mila euro.

I finanzieri hanno accertato illeciti da parte di una immobiliare della Brianza (di Cesano Maderno), ed in particolare del firmatario di un’istanza per 10mila euro di contributo a fondo perduto ottenuti senza averne alcun diritto. Oltre a due titolari di ditte individuali che avrebbero beneficiato di 40mila euro emettendo anche fatture false, e ancora il legale rappresentanze di una società di costruzioni, che avrebbe intascato più di 15mila euro come fondo di garanzia (spendendoli però in parte per altro) ai quali si sommano i 6mila euro percepiti dall’amministratore di una società sportiva.

Come si è svolta l’indagine

L’indagine fa capo ad un nuovo filone delle “attività di accertamento finanziario a tutela della spesa pubblica per il contrasto delle condotte di malversazione, indebita richiesta o percezione, truffa e truffa aggravata”.

condannati per associazione di stampo mafioso
Anche condannati per associazione di stampo mafioso tra i truffatori (Direttanews)

Nella fattispecie sono stati presi in esami individui con alti profili di rischio, soggetti beneficiari che hanno destato i primi sospetti per via di alcuni elementi quali la modalità di presentazione delle istanze o ancora discrepanze nei requisiti di accesso o inadempienze dichiarative fiscali. Ed in effetti tra gli illeciti risultano casi riguardanti la presentazione di false fatture o di omissione di elementi riguardanti il codice antimafia.

Articolo di Daniele Orlandi

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