Cani e gatti, nuovo allarme Covid-19: una situazione da non sottovalutare

Attenzione agli animali domestici, nuovi studi affermano la presenza di situazioni Covid-19 da dover studiare

Cani e gatti covid (farmaciazorzi.com)
Cani e gatti covid (farmaciazorzi.com)

Fino a questo momento è rimasto incerto il passaggio del Covid uomo-animale domestico. Nonostante alcuni rarissimi casi, infatti, è sempre sembrato che gli animali potessero essere considerati esentati dalla problematica. Negli ultimi tempi però gli studi sono continuati mostrando sempre più esemplari affetti dal virus.

La situazione ha iniziato a preoccupare le persone che hanno in casa animali e persone estremamente fragili, per questo gli esperti continuano a sperimentare per arrivare alle risposte. Era già noto da un po’ che furetto e visone fossero vittime del Covid allo stesso modo dell’uomo. Gli studi più recenti hanno invece sottolineato che sia l’uomo a passarlo al gatto domestico e che quest’ultimo, nonostante non sviluppi la malattia, potrebbe passarlo agli altri gatti. La domanda aperta però rimane sempre la stessa, gli animali domestici possono infettare l’uomo? Vediamo cosa dicono gli ultimi studi.

Cani e gatti, animali domestici affetti dal Covid sono un problema da non sottovalutare

Gatto Covid (internazionale.it)
Gatto Covid (internazionale.it)

Negli ultimi studi in Thailandia ci fanno sapere che domina la variante delta identificata in un gatto di 10 anni. La positività è durata 7 giorni ma senza sintomi. Viene poi riportata la positività di un cane di 15 anni che non aveva febbre però un moderata insufficienza respiratoria e di secrezione nasale. A seguire il virus è stato trovato anche nella lettiera di un gatto e si è scoperto che entrambe le specie, cani e gatti, riescono a sviluppare gli anticorpi contro la variante Delta. 

Insomma, non si capisce ancora con certezza se gli animali possano creare un effetto ping-pong passando il virus all’uomo, ma poiché si parla di animali domestici, sicuramente il problema non è da sottovalutare. La cosa che fa paura ai medici è l’idea che se il virus iniziasse ad espandersi negli animali domestici potrebbe creare una variante che non risponderebbe più ai vaccini, motivo per cui gli esperti si stanno focalizzando su ricerche e monitoraggio veterinario per cercare di venirne a capo da questa situazione incerta, pericolosa ma soprattutto invalidante per tutti: animali ed esseri umani.

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