“Voglio stirarli con l’auto”: la rabbia di J-Ax dopo il Covid, è cambiato in modo radicale

Il Covid ha cambiato le vite di milioni di persone e J-Ax ha deciso di raccontare come ha cambiato la sua. 

J-Ax Covid cambiato
J-Ax – Fonte: Instagram

Questi ultimi due anni, che verranno ricordati nella storia come “gli anni della pandemia”, non sono stati facili nemmeno per molti personaggi famosi. Il Covid d’altronde non fa distinzione tra vip e nip ed inoltre il mondo dello spettacolo è stato uno dei settori più colpiti dalla crisi.

Adesso però molti artisti e cantanti stanno ricominciando a lavorare e in questi lunghi mesi di stop hanno anche avuto il tempo per concentrarsi su nuovi progetti. Esattamente questo è ciò che è successo a J-Ax che ha pubblicato qualche settimana fa il suo nuovo album, Surreale.

Il rapper però in questo periodo è molto cambiato e ha confessato in alcune interviste di non essere più lo stesso dopo l’esperienza del Covid. Vediamo cosa ha raccontato ai giornalisti.

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“Il periodo più brutto della mia vita”

 

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J-Ax non ha vissuto solo le conseguenze della pandemia come artista, ma ha affrontato in prima persona la malattia. Lo scorso aprile infatti, il rapper ha rivelato di aver contratto il Covid insieme anche a sua moglie e di aver veramente temuto per la propria vita. La malattia lo ha colpito duramente anche nel fisico, con sintomi pesanti che hanno lasciato il segno; J-Ax su questa tremenda esperienza ha dichiarato: “È stato uno dei periodi più brutti della mia vita, il più brutto”.

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Alla fine sia lui che la sua famiglia sono riusciti a guarire senza gravi conseguenze dall’ifenzione, ma a quanto pare è stato un evento traumatico che ha cambiato per sempre la vita del rapper. J-Ax infatti ha recentemente raccontato in un’intervista due cose che il Covid gli ha lasciato.

“Ho passato un mese tra fortissimi dolori che mi hanno lasciato due cose. Primo, un altrettanto pesante odio verso i no vax con cui al momento non ho voglia di dialogare, ma al massimo di stirarli in auto. Secondo una regressione da ateo a religioso, nel senso che sono tornato a recitare quelle preghierine imparate da bambino, il Padre nostro, l’Ave Maria e l’Angelo custode”, ha spiegato.