Sicilia e Sardegna, situazione Covid (al momento) da zona bianca: occhio alla data per la zona gialla

Nonostante la situazione contagi non sia delle più rassicuranti, Sicilia e Sardegna possono tirare un sospiro di sollievo, per ora.

Emergenza Covid
Emergenza Covid [Fonte GettyImages]
Certamente la situazione sanitaria non è rassicurante in Sicilia e Sardegna, dove il numero di ospedalizzazioni è in aumento, ma per ora entrambe evitano il passaggio da zona bianca a gialla. E’ meglio evitare di rilassarsi troppo, però, perché è necessario stringere ancora un po’ sul rispetto delle regole e continuare la corsa ai vaccini, per evitare che la situazione possa peggiorare ancora.

Il quadro, infatti, diventa più preoccupante se si pensa che Ferragosto deve ancora passare e il turismo estivo non ha ancora esaurito il suo corso.

LEGGI ANCHE>> GF VIP 6, c’è la prima firma sul contratto: stipendio da paura per la prima stella

Sicilia e Sardegna, i dati aggiornati

Sicilia
Sicilia [Fonte GettyImages]
Anche se per questa settimana entrambe le regioni sono al sicuro, non è detto che entro il 23 Agosto non possano cambiare davvero colore e passare in zona gialla. I dati non sono affatto rassicuranti, soprattutto se si pensa che la stagione estiva non si è ancora conclusa – anzi, in zone come Sicilia e Sardegna tende ad essere notevolmente lunga.

In Sicilia, infatti, l’incidenza di nuovi casi in questa settimana è stata pari a 54,13 e la percentuale di casi in ospedale è salita al 14% – con un limite fissato dal decreto al 15% per il cambio di colore. A preoccupare è soprattutto la percentuale di posti in terapia intensiva, cresciuta di un punto nelle ultime ore e ora ferma all’8 %.

LEGGI ANCHE>> “Vi prego smettetela”: Martina Miliddi, l’appello disperato della ballerina

In Sardegna non si respira un’aria totalmente diversa, con un’incidenza settimanale pari al 49,8 e una percentuale di posti occupati in ospedale pari al 7%. Qui però la situazione terapia intensiva è più grave e la percentuale sale all’11%.

Al momento non si può molto contro questi dati se non cercare di dare un’ulteriore spinta alla campagna vaccinale, soprattutto tra i giovani, e cercare di tenere i dati sempre aggiornati per capire se la curva è ancora in salita o se c’è una speranza per le due regioni.