“Messaggi vocali di tipo pornografico”: Mikaela di Striscia, il racconto è spaventoso

La prima velina di colore di Striscia la Notizia ha raccontato qualche anno fa la sua esperienza con il cyberbullismo.

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Mikaela Neaze Silva – Fonte: Instagram

Mikaela Neaze Silva dal 2017 è la velina bionda di Striscia la Notizia in coppia con la collega mora Shaila Gatta; la ballerina è la prima ragazza di colore a diventare velina della trasmissione; Mikaela infatti è di origini miste, metà angolana e metà afghana, è nata in Russia ma si è trasferita in provincia di Genova quando aveva sei anni.

A causa delle sue origini etniche, appena entrata nel programma, ha cominciato a ricevere critiche ed insulti di ogni tipo, ma ha egregiamente ignorato i leoni da tastiera ed è andata avanti orgogliosa per la sua strada. Ad un certo punto però è diventata vittima di cyberbullismo e si è trovata costretta a denunciare l’accaduto. I fatti sono avvenuti qualche anno fa e Mikaela li ha raccontati al TgZero di Radio Capital.

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Cyberbullismo

Mikaela qualche anno fa è stata coinvolta in una spiacevole esperienza: qualcuno ha diffuso dei messaggi vocali a sfondo pornografico facendo credere che fosse lei la mittente. A causa di ciò ha anche ricevuto via social diversi attacchi. “Ho ricevuto messaggi piuttosto sgradevoli su Instagram. Insulti non più razzisti. Hanno attribuito al mio nome dei messaggi vocali che giravano su whatsapp, messaggi vocali di tipo pornografico. I messaggi venivano mandati da un hacker con allegata una mia foto. Secondo me c’è stato un accanimento: quando una persona è forte e non risponde agli insulti razzisti, devono attaccarti in un altro modo. Non sono ferita, ma di certo non è stato piacevole”.

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La velina per difendersi è stata costretta a denunciare l’accaduto, ma l’esperienza l’ha lasciata sconvolta: “Era la voce di una ragazza lombarda, mentre io sono ligure. Chi non mi conosce ha creduto che fossi io! Ma non è nel mio essere parlare in quel modo. Ho fatto una denuncia alla polizia postale, aiutata da Striscia. Ma penso alle ragazze che non hanno una protezione mediatica come me e si trovano ad affrontare queste cose da sole. Abbiamo visto casi di suicidi, è indecente”