Locali, matrimoni, spostamenti: le regole del governo per le riaperture

Il governo ha pubblicato una serie di chiarimenti sulle regole in vigore da lunedì per le riaperture: si parla di locali, cerimonie e spostamenti.

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Un ristorante durante la pandemia (Getty Images)

Dopo oltre due mesi di lockdown “morbido” in molte regioni – e rigido in altre – l’andamento della pandemia ha nuovamente permesso le riaperture. Numerose attività infatti hanno potuto riaprire i battenti, sebbene con numerose limitazioni rimaste. Per chiarire meglio alcuni punti rimasti lacunosi nell’ultimo decreto, l’esecutivo guidato da Mario Draghi ha reso noti alcuni chiarimenti.

Per quanto riguarda i locali, come bar e ristoranti, il nuovo documento chiarisce che non si può consumare all’interno neanche in zona gialla. È possibile entrare nelle sale interne solo per usare i servizi igienici – ma solo in zona gialla – o pagare il conto. Un altro chiarimento necessario riguarda le cerimonie religiose, come funerali e matrimoni, che tornano ad essere aperte al pubblico nel rispetto delle norme anti contagio. Rimangono ancora vietate le feste e i banchetti celebrativi, così come rimane la chiusura delle discoteche e sale da ballo.

Arriva un chiarimento anche per quanto riguarda gli spostamenti tra comuni. Anche in zona rossa, infatti, è possibile spostarsi per motivi di carattere urgente. Tra questi rientrano l’acquisto, il trasporto e la consegna di generi alimentari e di prima necessità, ma anche di mobili e arredi per la casa.

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Continuano le riaperture, ma non per tutti: le regioni più in difficoltà

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Un ristorante durante la pandemia (Getty Images)

Le riaperture di numerose attività economiche e lavorative hanno dato una prima, fondamentale boccata d’ossigeno a chi è stato fermo per settimane. Tuttavia la situazione della pandemia di Covid-19 non è ancora rosea: in alcune regioni infatti i dati rimangono abbastanza alti. È il caso della Valle d’Aosta, che sarà l’unica regione a tornare in zona rossa se la cabina di regia dell’ISS confermerà i dati. Al momento infatti l’incidenza del virus supera – anche se di poco – i 250 casi ogni 100.000 abitanti.

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La Sardegna invece dovrebbe passare da rossa ad arancione, con un indice RT a 0.81. La regione Puglia infine ha chiesto di poter passare in zona gialla dopo i miglioramenti delle ultime settimane, ma ancora non c’è una decisione ufficiale. E c’è anche chi contesta l’intero sistema delle fasce di colore: il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga infatti ha detto che ormai non è più utile a nessuno.