Coprifuoco a mezzanotte, ristoranti aperti: il Governo Draghi lavora sul “piano maggio”

Il Governo Draghi è a lavoro per definire il “piano maggio” e le possibili riaperture: coprifuoco a mezzanotte e novità per i ristoranti.

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Mario Draghi (Getty Images)

Continua il braccio di ferro interno al Governo con rigoristi ed aperturisti impegnati in un confronto senza fine. I primi preferirebbero permettere una riapertura graduale solo a partire da maggio. I secondi preferirebbero cominciare il 20 aprile e concludere il lavoro nel giorno della Festa della Repubblica, il 2 giugno. Contrasti che, inevitabilmente, non permettono al Governo Draghi di stilare un vero e proprio piano. La sola certezza è che tutte le decisioni saranno prese in merito ai dati relativi alle prossime due settimane.

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In particolare, ad aiutare le possibili riaperture dovrebbe essere il famoso indice di contagio (Rt). Nel caso in cui quest’ultimo dovesse essere pari a 0,8, ed in aggiunta con il 75% del over 70 vaccinati, allora potrebbero aprirsi due importanti scenari. Il primo prevede il ripristino della zona gialla nel mese di maggio, la possibile riapertura dei ristoranti ed i coprifuoco a mezzanotte. Un secondo scenario, invece, prevede l’anticipo di una settimana delle riapertura ma con attenzione anche ai numeri settimanali.

Coprifuoco e ristoranti, le linee guida del Cts

coprifuoco e ristoranti
Riapertura dei ristoranti (Getty Images)

Mentre le parti politiche sono a lavoro per definire la data delle possibili riaperture, anche il Cts prosegue nelle sue analisi. Ed in particolare, gli esperti sono a lavoro per delineare le linee guida da seguire quando sarà dato il via alle riaperture. L’obiettivo è quello di provare ad accontentare le esigenze di tutte le categorie senza minare la salute pubblica. Il primo passo da fare potrebbe essere quello relativo al coprifuoco, attualmente impostato per le 22, che potrebbe essere portato fino a mezzanotte. Poi le decisioni potrebbero arrivare in merito a teatri, spettacoli all’aperto, musei e cinema. In questi casi si potrebbe decidere di allargare il numero del pubblico e portarlo a 400 per gli spettacoli al chiuso, a mille, invece, per quelli all’aperto. Senza dimenticare la prenotazione online obbligatoria, l’ingresso contingentato, il mantenimento della distanza di sicurezza, l’obbligo della mascherina.

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Altro nodo è rappresentato, invece, da bar e ristoranti che potrebbero riaprire nelle zone gialle la sera, mentre nelle zone arancioni solo a pranzo. L’idea degli esperti è quella di permettere l’ingresso solo in caso di avvenuta prenotazione online. A questa fanno seguito, poi, alcune regole basilari. Tra queste il rispetto delle distanze, l’uso della mascherina, il pagamento elettronico ed un numero limitato di persone (massimo quattro ad esclusione dei casi di convivenza). Inoltre l’idea è di preferire i locali che sono in possesso di spazio all’aperto. Secondo La Stampa e La Repubblica, le valutazioni verranno fatte anche in base al numero dei contagi a seguito delle riaperture delle scuole. L’obiettivo resta quello di tornare ad una parvenza di normalità nella seconda parte della primavera.