Assegno unico per i figli: finalmente è legge, ecco come funziona

Assegno unico per i figli: nel pomeriggio è arrivato il voto favorevole del Senato, ecco a chi spetta e come funziona. 

Assegno unico per i figli, approvata la legge
Assegno unico per i figli, approvata la legge – Getty Images

Il Senato ha dato il via libera per l’Assegno unico familiare. La  votazione si è conclusa nel pomeriggio con 227 sì, 4 astenuti e nessun no. A luglio era stato già approvato all’unanimità dalla Camera dei Deputati.

Si tratta di un provvedimento storico, atteso già da tempo, caldeggiato dalle associazioni e anche dagli studiosi dell’andamento demografico nazionale. Andamento che desta parecchie preoccupazioni sul futuro del nostro paese, segnando ormai da anni un calo verticale.

L’Assegno unico era considerato come uno strumento fondamentale per sostenere i nuclei familiari e dare una spinta decisa alle nascite. Il contributo dovrebbe partire dal 1 luglio, come promesso dal presidente del Consiglio Mario Draghi.

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Assegno unico per i figli: a chi spetta e come funziona

Assegno unico per i figli, approvata la legge
Assegno unico per i figli, approvata la legge – Getty Images

La legge approvata in Senato prevede un assegno per tutte le famiglie. L’importo varierà tra i 50 e i 250 euro mensili, per ogni figlio a carico, a seconda del reddito.

L’assegno sarà erogato in denaro o in forma di credito d’imposta e sarà riconosciuto per ogni figlio a carico a partire dal settimo mese di gravidanza e fino al compimento del diciottesimo anno di età. Maggiorazioni tra il 30 e il 50 percento sono previste per i figli successivi al secondo, per le madri con meno di 21 anni e per i figli disabili.

L’assegno potrà essere percepito fino ai 21 anni dei figli, con importo ridotto, se sono iscritti all’università, se svolgono il Servizio civile, se hanno un lavoro a basso reddito o sono registrati come disoccupati e in cerca di lavoro. In quest’ultimo caso l’assegno sarà erogato direttamente ai figli maggiorenni.

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L’assegno è definito unico perché andrà a sostituire tutte le forme di sostegno attualmente in vigore per le famiglie con figli, come le detrazioni IRPEF, l’assegno mensile di natalità (bonus bebè), il bonus di 800 euro riconosciuto alla nascita di un figlio (bonus mamma domani) e l’assegno per il terzo figlio.

Inoltre è definito universale perché ne avranno diritto tutti – lavoratori dipendenti, autonomi e disoccupati-  a prescindere dal reddito, variando in base alla dichiarazione ISEE. Oggi infatti gli assegni familiari spettano solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati.

Per avere diritto all’assegno unico universale si dovrà avere la cittadinanza italiana o il permesso di soggiorno nel caso di cittadini extracomunitari, oltre naturalmente a risiedere e pagare le tasse in Italia.

L’assegno sarà garantito dal fondo di 15 miliardi stanziato nel 2019 come sostegno alle famiglie. Fondo che è stato rifinanziato con l’ultima legge di bilancio con 3 miliardi di euro per il 2021 e con 5 miliardi per il 2022. A questi fondi si dovrebbero aggiungere altri 800 milioni di euro.