Calabria, gli studenti tornano a scuola: sospesa l’ordinanza

Sospesa l’ordinanza sulla scuola del Presidente della Calabria Antonino Spirlì: gli studenti delle elementari potranno quindi tornare in aula.

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Il presidente della Regione Calabria Antonino Spirlì (Facebook)

Ha avuto vita breve l’ordinanza firmata lo scorso 5 gennaio dal Presidente della Calabria Antonino Spirlì, facente funzione dopo la morte improvvisa di Jole Santelli. Il TAR della regione infatti ha accolto in parte la richiesta di sospensione dell’ordinanza regionale che bloccava la riapertura di tutte le scuole. Di conseguenza gli studenti delle elementari potranno tornare sui banchi a partire da lunedì 11 gennaio.

Per i proponenti del ricorso si tratta però di una mezza vittoria. Infatti se il TAR ha autorizzato il rientro a scuola per le elementari, la sospensione non vale per gli studenti di medie e superiori. Per loro continua a valere l’ordinanza firmata da Spirlì, che chiude le scuole fino al prossimo 31 gennaio. Questo se i giudici del Tribunale Amministrativo non decideranno altrimenti, sospendendo anche la seconda parte dell’ordinanza regionale.

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Scuola, la situazione in Calabria e nel resto d’Italia

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Il vicepresidente della Giunta del Lazio Daniele Leodori (Facebook)

La riapertura delle scuole dopo l’Epifania è stato uno dei temi più caldi di queste vacanze di Natale decisamente atipiche. Nonostante i proclami iniziali infatti molte regioni hanno deciso di sospendere la riapertura per qualche giorno, così da limitare la crescita della curva dei contagi. Tra queste c’è anche il Lazio, che ha deciso di prorogare la didattica a distanza per le superiori fino al 18 gennaio.

Secondo il vicepresidente della Giunta Regionale laziale, Daniele Leodori, si tratta di una scelta precauzionale per limitare la crescita dei nuovi casi. Nella regione infatti gli ultimi giorni hanno segnato una ripresa dell’epidemia, che ha richiesto un intervento straordinario del legislatore per cercare di rimediare. La situazione rimane tuttavia sotto controllo, tanto che il Lazio non rientra tra le cinque regioni che diventeranno zona arancione da lunedì.

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